"Parole e idee possono cambiare il mondo"
Per cambiare il mondo bisogna partire dalla consapevolezza della realtà che ci circonda, informarsi ed informare, bisogna vivere la nostra vita nel pieno rispetto della libertà altrui e far si che i nostri sogni si realizzino insieme a tutti quelli che in questo mondo vivono, sognano e sperano.
Circa cento di cani, impiegati come traino da slitta per i turisti durante i giochi invernali di Vancouver del febbraio dell’anno scorso, sono stati uccisi per ragioni puramente economiche a colpi di coltello e fucile, tutto perchè non servivano più, essendo che la richiesta di gite era drasticamente calata e risultavano così solo un peso economico per l’azienda.
Il costo per sopprimere i cani è di circa 100 dollari, inoltre i veterinari solitamente si rifiutano di far sopprimere animali in buona salute, ed è così che “Outdoor Adventures e Howling Dogs” hanno pensato “bene” di sbrigarsela da soli, incaricando un uomo di provvedere ad eliminare i cani, con un solo proiettile a testa ed un coltello per finirli.
Quest’evento non si può che descriverlo come un episodio orribile e raccappricciante che denota il cinismo e la freddezza che l’uomo porge nei confronti degli animali, avvicinandoli a se per puro interesse economico, e “smaltirli” seguendo la stessa triste logica.
Ora, vorrei estendere questa riflessione ad altri animali, oltre quelli a quattro zampe che abbaiano e ci fanno le feste quando torniamo a casa, vorrei che pensaste un attimo a tutta quell’industria, delle pellicce, degli animali da circo, dell’allevamento ai fini della produzione di latticini e derivati, dove una vacca a 5 anni è a fine carriera e viene uccisa perchè produce meno, ed il nascituro maschio viene reso anemico e macellato a sei mesi per dare carne bianca, l’industria delle uova, delle ovaiole, dove i pulcini maschi vengono triturati vivi perchè non servono, l’industria della carne dove gli animali vivono l’asservimento all’uomo in una vita di prigionia e reclusione con l’unico e solo scopo di trasfrormarsi in tenera età in un prodotto da supermercato.
Vorrei che ora rifletteste sull’emozione, sul sentimento che provate nei confronti di quei cento Husky e lo materializzaste ben definito nella vostra mente, cercando di capire come possa essere così vivido verso coloro che hanno fatto determinate azioni per i propri interessi, puntando il dito contro, mentre l’uomo riesce sempre a trovare scuse per giustificare le proprie di azioni, che in molti casi fomentano episodi peggiori o comunque di pari gravità, estesi però a miliardi di miliardi di animali che ogni anno muoiono nel nolstro silenzio.
Come tutti gli anni, a partire dai primi di dicembre, il clima improvvisamente cambia, e non si tratta solamente del freddo o dei fiocchi di neve che dipingono alcune città italiane, ma si tratta di quella festa che è il Natale.
Molti lo festeggiano religiosamente, altri lo festeggiano in modo religiosamente loro ed altri ancora lo festeggiano in quanto altri lo festeggiano, e perchè no?
Potrei scrivere pagine impregnate del mio dissenso verso il modo in cui la massa affronta questo evento, che caratterizza proprio il clima “natalizio”, clima che percepisco vividamente in tutti coloro che bazzicano freneticamente attorno a me, a partire dall’assurda priorità dell’apparire, nel sentirsi in dovere di essere particolarmente presentabili, particolarmente generosi ed affettuosi, non per volere ma per “usanza”, l’assurdo culto dell’immagine, che permette che la nostra anima marcisca tutto l’anno, dentro uno splendido involucro che possiamo mostrare decorato ed abbellito, per creare una piacevole illusione di un mondo amorevole.. . Potrei, ma non mi dilungherò su questo, preferisco piuttosto usufruire di questo clima, per fare a tutti, me stesso compreso, un augurio che viene veramente dal cuore: Che sia il “natale per un anima più limpida. Che questo giorno non finisca con l’inizio di un nuovo qualunque altro giorno, ma che sia il principio di un cammino leggero, che attraverserà il mondo senza calpestarne i figli, senza distruggerne il sentiero, ma spianandolo per chi, più debole, è rimasto indietro.
Per augurio non intendo dire che spero che le buone intenzioni e la forza di volontà per applicarle ci cadano dal cielo, ma intendo augurare che l’essenza dell’amore, che è dentro ognuno di noi, incominci a fluire nelle nostre vene, cosa che dipende tutto dalla nostra volontà, e quindi invitare tutti e me stesso, a fare senza timidezza, senza ripensamenti, un grande passo avanti, nella nostra, mente, nel nostro cuore, e quindi nella nostra vita.
Buon Natale,
Davide Maccagnan
ps. Lascio quest’altro messaggo, meno vago e più mirato su uno, degli aspetti della nostra vita, che tutti noi dovremmo cambiare per rendere questo mondo, un mondo migliore per tutti:
Per chi non lo conoscesse, il Seitan è un alimento altamente proteico molto utilizzato nella cucina vegetariana e macrobiotica, che si ricava lavorando la farina di grano tenero, in un procedimento relativamente semplice che vedremo a fine articolo in cui si separano le proteine solubili in acqua da quelle insolubili, ovvero le gliadine e le glutenine, che ne danno la tipica consistenza.
Il Seitan è molto importante in quanto, sebbene non sia un alimento indispensabile, è cucinabile praticamente in tutti i modi in cui si è soliti cucinare la carne, e risulta molto simile all’aspetto, ed un po meno nel gusto in quanto più delicato, cosa che aiuta molto tutti coloro che scelgono di intraprendere la scelta vegetariana o vegana, e non ha ancora quella praticità nel cucinare piatti diversi da quelli di consuetudine, ritrovandosi magari un po spiazzato nel variare la propria alimentazione. Con il Seitan si possono preparare arrosti, spezzatini, stufati, ragù, scaloppine, cotolette, burger, afettati, crocchette, polpette, si può mettere in pizze e focacce, soffritti, paste etc.. etc.. Inoltre se preparato in casa il costo è veramente molto ridotto, circa tra gli 1.50 e i 3.00 euro al chilo (in base alla marca e tipo di farina ed al numero di ingredienti).
Valori nutrizionali:
il Seitan risulta un alimento ipocalorico, in quanto contiene solo 110 calorie, ma iperproteico, contiene infatti mediamente il15-20%di proteine, pochi grassi, circa 1-1.5%, circa il 5.5% di carboidrati, una buona dose di oligoelementi, e 100 grammi di Seitan contengono circa il 20-22% della dose giornaliera di Ferro raccomandata. A livello calorico e lipidico, quindi non è un alimento “pesante”, ma è adatto anche a coloro che sono a dieta, o necessitano di un alimentazione leggera, ed inoltre è molto digeribile anche per bambini ed anziani. Come contenuto amminoacidico, non è un alimento completo, in quanto è relativamente povero di Lisina, e in minor importanza in Cistina e Triptofano, e per questo non è da considerarsi un sostituto universale delle proteine animali a livello di contenuti nutrizionali, ma solo un sostituto a livello culinario. Tuttavia, se la nostra dieta è ben bilanciata e completa, non abbiamo bisogno di uno specifico surrogato per gli amminoacidi essenziali che sostituisca i prodotti di origine animale, ma li troviamo tutti, in diverse quantità nei vari alimenti vegetali. (per ulteriori informazioni su proteine ed amminoacidi nella dieta veg, clicca qui).
Data l’alta concentrazione di glutine, un prodotto non consumabile per chi soffre di celiachia.
Come si prepara il Seitan?
Sostanzialmente la preparazione del Seitan è concettualmente semplicisima, consiste nel preparare un classico impasto di farina, e successivamente lavarlo in acqua per disciogliere tutta la parte idrosolubile della farina, rimandendo infine con un impasto composto da proteine insolubili in acqua, ovvero il glutine, che una volta cotto in brodo ne da la caratteristica consistenza, colore e sapore che lo rassomigliano alla carne. La composizione di proteine insolubili inoltre, fa si che preparandolo in altri piatti, non si disciolga ne perda la sua consistenza per l’assorbimento dell’acqua, pur assorbendo una parte di “sughetto” e insaporendosi facilmente.
Solitamente una delle maggiori critiche che vengono mosse a questo alimento è quello dello spreco di circa la metà dell’impasto durante il lavaggio, e quindi della poca ecosostenibilità del prodotto. Nel video che segue, oltre a spiegare come preparare il Seitan in casa partendo dalla farina manitoba o classica, spiego come recuperare buona parte dell’impasto disciolto nel lavaggio, con cui possiamo preparare gnocchi o altri piatti, o che possiamo usare come addensante per una moltitudine di altri piatti al posto delle uova o della fecola di patate.
Honolulu 1994. Dopo 20 anni di tortura al circo, dove gli elefanti vengono seviziati ogni giorno con grossi ganci dalla punta ad uncino tipo ami da pesca, che tagliano la loro pelle nelle parti piu’ sensibili.
Tyke impazzì e uccise colui che l’addestrava a compiere umilianti trucchi da circo per fare soldi, e riusci a sfuggire nel centro di Honolulu alla disperata ricerca della libertà perduta e della tranquillità, del suo habitat, di una vita che non fosse fatta di dolore e paura.
A differenza di quello che forse si aspettava di trovare, a differenza di quello che chiunque di noi sfuggito al proprio torturatore si aspetterebbe di trovare, fu circondata dalla polizia e dai cittadini locali, che le spararono 86 proiettili nel corpo stanco.
Nonostante questo le ci vollero 2 ore per morire, 2 ore durante le quali nessun tipo di aiuto veterinario o anestetico fu autorizzato.
Si dice spesso che gli animali non hanno voce, ma gli occhi di Tyke in questa sua ultima foto gridano a noi. Nello sguardo pieno di terrore, incredula tristezza all’essere perseguitata per essersi difesa, vediamo lo spirito che non puo’ essere spezzato, la speranza che sopporta 20 anni di tormento e non muore, la forza indomabile del carattere, nella ricerca della propria liberta’ dalla tortura.
Non esiste essere vivente al mondo che non abbia diritto alla vita e alla libertà. Nessuna legge giustifica torture a danno di innocenti e ancora oggi ci chiediamo cosa spinga un essere umano ad infliggere dolore ad un innocente che ti guarda con gli occhi sbarrati di terrore!
Mi è capitato in questi giorni di rivedere nel web alcuni manifesti pubblici di partiti come Forza Nuova o Lega Nord, e trovare decine e decine di sgradevoli contesti e slogan xenofobi, razzisti ed omofobi.
Ora, io ammetto di non essere mai stato uno studente modello, tuttavia non credo serva chissà quale qualifica o conoscenza particolare per riconoscere senza particolare difficoltà di non sbagliarsi nel ricordare dell’esistenza di leggi contro questo tipo di propaganda, sia nello specifico e sia nella sua asserzione più generica, come appunto afferma la costituzione:
Art. 3 della costituzione italiana.
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Senza poi dimenticarsi della legge Scelba, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n°143 il 23 giugno 1952, la legge n° 645, che, fortunatamente preso atto del pericolo e della gravità del lasciar diramare all’interno del sistema governativo di partiti, coalizioni o associazioni che denigrano alcuni tra i diritti fondamentali dell’uomo, sancisce i reati d’apologia al fascismo e l’illegalità del promuovere un ideale ed un partito concernente tutto ciò che si identifica in somiglianza al fascismo, come metodi, come ideali e come discriminazioni, sebbene il partito stesso non si definisca come fascista.
Essa appunto dice:
Art. 1 – (Riorganizzazione del disciolto partito fascista). Ai fini della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione, si ha riorganizzazione del disciolto partito fascista quando una associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, princìpi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista.
Art. 4 – Apologia del fascismo Chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità ideate nell’art. 1 è punito con la reclusione da sei mesi a due anni e con la multa da lire 400.000 a lire 1.000.000. .
Alla stessa pena di cui al primo comma soggiace chi pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.
Se il fatto riguarda idee o metodi razzisti, la pena è della reclusione da uno a tre anni e della multa da uno a due milioni.
La pena è della reclusione da due a cinque anni e della multa da 1.000.000 a 4.000.000 di lire se alcuno dei fatti previsti nei commi precedenti è commesso con il mezzo della stampa.
La condanna comporta la privazione dei diritti previsti nell’art. 28, comma secondo, numeri 1 e 2, del codice penale, per usi periodo di cinque anni.
Come non citare il partito che nonostante la direzione xenofoba e quindi illegale, è attualmente presente nel nostro governo:
Lega Nord
Nel 2002 la Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (ECRI), organo di esperti indipendenti del Consiglio d’Europa, in due rapporti consecutivi sulla situazione italiana, nel 2002 e nel 2006, ha denunciato come«gli esponenti della Lega Nord hanno fatto un uso particolarmente intenso della propaganda razzista e xenofoba, quantunque si debba notare che anche dei membri di altri partiti hanno usato un linguaggio politico xenofobo od in altra maniera intollerante. (…) Pertanto l’ECRI è allarmata dalla partecipazione alle coalizioni governative di partiti politici i cui membri hanno avuto ricorso alla propaganda xenofoba ed intollerante»
Nel 2002 uno speciale di Corriere.it su estrema destra e xenofobia in Europa affermava che «Bossi e altri principali esponenti leghisti hanno espresso posizioni xenofobe, omofobe e talvolta razziste (come ha sottolineato anche il secondo rapporto della Commissione europea contro l’intolleranza e il razzismo, mai smentito dal governo italiano). La Lega Nord non può comunque essere considerata un partito di estrema destra, non avendo mai assunto posizioni antisemite e nemmeno neofasciste. L’unico tratto comune con i partiti dell’estrema destra europea, a parte la xenofobia, è l’avversione all’attuale politica di integrazione dell’Unione europea»
Verso le 21 di lunedì sera 29 novembre 2010, il grande Regista, Maestro e con altri padre della commedia italiana Mario Monicelli, ha scelto di dare un finale al film della sua vita. L’ha fatto gettandosi dal quinto piano del reparto di urologia dell’ospedale San Giovanni di Roma, dove era ricoverato per un tumore alla prostata. Ha
Monicelli lascia un enorme patrimonio, un enorme eredità al nostro paese come al mondo, un patrimonio fatto non solo di una vastissima collezione di film di cui è regista o sceneggiatore, ma di sorrisi, di una comicità intelligente, geniale, e soprattutto che non si limita al nobile fenomeno della risata me che infonde sempre un messaggio.
Mercoledì primo dicembre, alle 10.00, Monicelli verrà portato in piazza Madonna de’ Monti, nel quartiere romano in cui viveva, cosicchè potrà salutare il quartiere che tanto amava, per essere infine trasferito alla Casa del Cinema per la camera ardente, dove chi vorrà potrà rivolgergli l’ultimo saluto e ringraziarlo per le emozioni che è stato capace di trasmettere con il suo grande talento.
Sono ovviamente dispiaciuto ed amareggiato del fatto che al Maestro non verranno fatti i funerali, tutta via credo non saranno necessari per rendergli omaggio, e penso che chiunque avrà da lui ricevuto il dono di un emozione trasmessa tramite i suoi film, saprà ringraziarlo dal cuore nel modo più dovuto.
Lascio il mio caloroso saluto con le parole e con tre video, il primo di una sequenza del primo film di Monicelli che ho visto e che mi ha toccato il cuore, La Grande Guerra. Il secondo con un intervista al grande Maestro, e per finire con un suo importantissimo intervento all’evento Raiperunanotte.
I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi.
Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.
Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.
Italia, paese unificatosi nel 1861 sotto un unico nome, divenuta una repubblica parlamentare nel 1946, paese civile che segue una costituzione che dal primo gennaio 1948 sancisce diritti e doveri del cittadino. Italia paese tecnologicamente e culturalmente avanzato del primo mondo con 60 milioni di abitanti, cittadini liberi sulla carta, uomini, persone che ogni giorno si svegliano illudendosi si essere parte primaria di un sistema che esiste per essi, per garantire loro incolumità e benessere, per garantire a loro ed ai loro figli un futuro ancora migliore.
Italia il paese dell’arte e della poesia, il paese della democrazia, il paese delle libertà dei popoli delle libertà e dell’amore..
Italia, un paese dove si studiano sui libri i totalitarismi, dittature, fantasmi e nemici del passato che mai torneranno nel nostro bel paese, così civile e intellettualmente progredito da garantire libertà a destra a manca.
Ma nei fatti siamo in Italia, nel paese dove gli oppressori, i bastonatori sono coloro cui unico scopo e voto è, o dovrebbe essere,quello di proteggere, di garantire benessere, di lavorare per noi.. Italia, il paese che ama avere una bella facciata, ama negare i problemi, ama negare incompetenze, ama negare scandali, ama negare, ama opprimere.
Italia dove la repressione è ogni giorno in corso, ogni giorno il diritto di parola, di manifestazione del proprio dissenso, di pretesa dei diritti costituzionali e dei doveri dello stato viene a meno. Viene a meno nelle parole dei politici, nelle falsità dei gionali, viene a meno nei manganelli della polizia, nei bastonati che diventano bastonatori, divenendo servi di qualcuno che li controlla con il loro stesso manganello.
Viene a meno in tutti coloro che attorno a noi chiudono gli occhi e non denunciano l’accadere di questi fatti, in tutti coloro che assecondano le negazioni del potere, in tutti coloro che pensano al proprio orto lasciando a “qualcun altro” il risolversi della situazione che giorno per giorno ruba piccole gocce di libertà, ogni giorno disidrata sempre di più i nostri diritti, lasciando che i bastonatori possano bastonarci porgendoci poi una spugna imbevuta d’aceto.
Davide Maccagnan
Questo video diffuso da peacereporter.it sta facendo il giro della Rete. Siamo a Brescia, al presidio per gli immigrati che protestano sulla gru, e un funzionario di polizia invita i manifestanti ad andare “in qualche locale, ma non qui”. L’interlocutore gli ribatte “non s’inventi gli assembramenti” e il funzionario invita gli agenti a caricare:
Di seguito metterò alcuni video della repressione silente, che difficilmente si vede in TV, repressione che viene fatta passare falsamente per “necessaria risposta a disordine pubblico”, dato che ovviamente è sempre colpa dei manifestanti. Ovviamente sono solo pochi dei migliaia di video che testimoniano la brutalità della polizia che viene continuamente perpetrata in presidi e manifestazioni, e di cui per motivi di interessi celati, e neanche troppo celati, non vi si provvede se non chè scappa il morto. Buona visione.
Ma la democrazia dov’è? Che democrazia è questa autoritaria che si va affermando nel nostro paese? Ai suoi sostenitori basta che il governo non apra i suoi lager, che non fucili gli oppositori, che non soffochi tutte le voci critiche per gridare che la democrazia è salva. Ma la mutazione autoritaria è sotto gli occhi di tutti, anche dei rassegnati o indifferenti: i personaggi della televisione invisi al potere cacciati o tacitati, gli autori dei libri all’indice berlusconiano esclusi dalla televisione e ignorati dai giornali, i dirigenti di qualsiasi ufficio o istituzione, dalle fiere campionarie agli enti lirici, scelti dal padrone, i disegnatori satirici ostili al potere emarginati, i cortigiani imposti.
Sabato sei novembre, oltre tremila persone venute da tutta Italia si sono radunate nelle vie di Montichiari, a Brescia, per manifestare il proprio dissenso verso l’azienda Green Hill in un corteo che ha poi attraversato in modo pacifico tutta la città
Il concentramento è stato intorno alle tre del pomeriggio, è iniziato con un discorso degli organizzatori sull’importanza della coerenza delle idee che spingevano al gente ad essere li in quel giorno, rivolto in particolare a un gruppo di nazi-skin presenti, con tanto di simboli inneggianti al nazifascismo. Gli organizzatori hanno volutamente fatto presente che la lotta che si porta avanti in questo corteo è parte di una globale lotta per la salvaguardia, l’aiuto e l’amore verso il più debole, e che pertanto non ha senso la presenza di coloro che appoggiano la lotta per alcuni deboli ed al contempo appoggiano la lotta contro altri deboli, per motivi razziali o ideologici. In poche parole, i moti che spingono le persone ad essere li, non sono empatia per i musi dolci dei beagle, ma ideali ben più grandi e profondi quale l’antispecismo, che è un grosso ed essenziale passo oltre l’antirazzismo, un estensione quindi dell’amore per gli animali umani, esteso a tutti gli animali, che quindi non può coesistere con il razzismo od odio infondato verso altre creature.
Dopo questa introduzione, il corteo ha innalzato i propri cartelli, e si è diretto attraversando le strade di Montichiari all’azienda Green Hill, dove cordoni di polizia bloccavano l’accesso. Dopo una lunga sosta, in quel punto in la gente percepiva la presenza dei 2500 innocenti chiusi nelle gabbie ad aspettar la propria ora, si sono accesi i lumini, e si è ripartiti alla volta del Comune.
Arrivati al comune, si sono radunati i migliaia di lumini, e organizzatori e partecipandi del corteo hanno espresso apertamente i motivi che li spingevano ad essere li in quel giorni, e che li spingeranno a tornare sino a che qualcuno che da sempre ignora le urla degli innocenti, persino eliminandone le corde vocali, ascolti le nostre.
Davide Maccagnan
Cos’è Green Hill?
Green Hill 2001 è un’azienda situata aMontichiari (Brescia) che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione. Da questo allevamentopiù di 250 cani ogni mese finiscono negli stabulari, tra le mani dei vivisettori e sui tavoli operatori. Cani nati per morire e condannati a soffrire.
Dopo il tracollo dell’altro allevamento italiano di cani beagle da laboratorio, la Stefano Morini di San Polo d’Enza, è probabile che Green Hill abbia avuto una maggiore richiesta, ampliandosi e diventando uno dei principali allevamenti di cani del mercato europeo della ricerca su animali.
Dentro i 5 capanni di Green Hill sono rinchiusi fino a 2500 cani adulti, più le varie cucciolate. Un lager per animali fatto di capanni chiusi, asettici, senza spazi all’aperto e senza aria o luce naturale. File e file digabbie con luci artificiali e un sistema di areazione sono l’ambiente in cui crescono questi cani, prima di essere caricati su un furgone e spediti nell’inferno dei laboratori.
Tra i clienti di Green Hill ci sono laboratori universitari, aziende farmaceutiche rinomate e centri di sperimentazione come il famigerato Huntingdon Life Sciences in Inghilterra, il più grande laboratorio di tortura animale in Europa.
Ieri, Domenica 24 ottobre 2010, si è conclusa la fiera “Salone del Gusto” 2010 di Torino.
Una fiera rivolta a chi apprezza la gastronomia “tradizionale”, locale, che sostiene i piccoli produttori, che ammicca allasostenibilità ambientale, alla decrescita e persino al “benessere animale”.
Come vi avevamo anticipato nel precedente articolo, ci siamo recati al Presidio per supportare la protesta iniziata dal comitato”NonC’èGiustoNelSalone”, ed abbiamo realizzato una ripresa che espone parte del materiale reso pubblico durante la contestazione e le opinioni di alcuni attivisti. Ecco il video:
Inoltre stamattina è comparso il seguente articolo su La Stampa:
Il sangue, quello era finto, ma i brividi da suspense hanno percorso davvero l’anfiteatro del PalaIsozaki, almeno per una decina di minuti. Tanto è durata l’incursione, ieri sera, durante la cerimonia che ha chiuso Terra Madre, di un gruppo di animalisti capitanati da un ragazza armata di megafono per gridare le sue ragioni alla platea affollata, mentre un suo «collega» si rotolava sul palco con gli abiti macchiati di rosso. Un colpo di teatro, in favore di «quelli che sono, senza volerlo, i veri protagonisti del Salone del Gusto e cioè gli animali, costretti a vivere alla catena o in gabbia, prima di venire uccisi».
Così, i difensori a oltranza della fauna, dopo giorni di pacifico, seppur polemico, sit-in davanti al Lingotto, hanno deciso di scendere in campo e dar fiato alle trombe, incalzando i vertici di Slow Food, tutti sul palco per l’occasione. «Voi parlate di etica, ma cosa vi fa credere di essere padroni della vita e della morte di altri esseri?».
Un’invasione di campo urlata sì, ma non violenta, tanto che gli organizzatori hanno deciso di non interrompere l’imprevisto comizio che si è concluso in breve. In tempo, comunque, per consentire a Carlin Petrini e al presidente di Slow Food Italia, Roberto Burdese, assieme ai numerosi relatori, di portare a termine il compito che si erano prefissi. Ovvero illustrare il documento su «Sostenibilità e politiche ambientali», che è stato il tema portante di questa quarta edizione di Terra Madre.
Il foglio, articolato in otto capitoli, e fondato su una ricerca dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo su temi che spaziano dal «diritto al cibo» all’ecologia alla tutela della biodiversità alla salvaguardia dei patrimoni della tradizione, verrà presentato in tutto il mondo il 10 dicembre, in occasione del «Terra Madre day». Con l’applauso a questa carta, che rispecchia il «Terra Madre pensiero» a tutela quegli ultimi che, secondo Petrini, «sono gli unici a insegnarci davvero la vita», è calato il sipario sulla manifestazione. Una kermesse cresciuta rapidamente e che ha coinvolto – in una girandola vorticosa di incontri e convegni – oltre 6.400 persone, provenienti da 160 Paesi del mondo, tra contadini, allevatori, cuochi, pescatori, artigiani, ma pure studenti, studiosi, musicisti e docenti universitari.
Dal 21 al 25 ottobre si svolgerà a Torino un evento gastronomico chiamato “il Salone del Gusto”.
Una fiera rivolta a chi apprezza la gastronomia “tradizionale”, locale, che sostiene i piccoli produttori, che ammicca alla sostenibilità ambientale, alla decrescita e persino al “benessere animale”.
Fra decine di conferenze, dibattiti, stand della “cultura” gastronomica locale e non, sarà massiccia la presenza di qualcuno che per le istituzioni e le industrie è soltanto un oggetto da vendere: gli animali non umani.
Innumerevoli polli, maiali, bovini, pesci affolleranno il salone sottoforma di salami, prosciutti, bistecche, formaggi, uova, prelibatezze che nascondono come sappiamo sfruttamento e violenza sistematica.
Si può leggere dal sito dell’evento questa frase: “Il Salone del Gusto è quindi un evento educativo, perché permette di imparare, conoscere, confrontare e informarsi, ma tutto questo si realizza nel nome di un diritto al piacere molto responsabile e pienamente condiviso.”
Personalmente credo necessario sottolineare quando sia in realtà poco educativo propinare per giusto e sostenibile il consumo di prodotti dello sfruttamento animale e quanto sia incongruente chiamare responsabile il diritto al piacere che non tiene conto della sofferenza che sta dietro il piacevole consumo questi prodotti.
Di risposta a tali controsensi e indifferenze, si è costituito un Comitato, aperto a tutte le realtà associazioniste, informali, individuali, per organizzare una contestazione al Salone del Gusto di Torino, una controinformazione che mira alla sensibilizzazione nonché alla diffusione della consapevolezza di cosa rappresentano, eticamente, ecologicamente ed in un contesto di sostenibilità, quei prodotti esposti con tanta disinvoltura, che prima di divenir prodotti erano esseri senzienti e coscienti.
Tra il notevole materiale che verrà diffuso, verranno proiettati i video di Etica Forum Hope e This is My Life, che mirano appunto a far riflettere sul peso sul mondo e chi ci vive delle proprie scelte, e sull’impossibilità dell’esistenza di gabbie, piccole o grandi che siano, che non comportino sfruttamento.
Il comitato scrive quindi:
Il Comitato “NonC’èG(i)ustoNelSalone” è un gruppo di individui sorto spontaneamente per contestare il Salone del Gusto di Torino, una kermesse promossa e finanziata da istituzioni locali e regionali, in cui, all’insegna della sostenibilità e dell’apologia della produzione locale, verranno esposti, venduti e reclamizzati migliaia di corpi di animali non umani: bovini, suini, ovini, conigli, pesci sfruttati ed uccisi in modo “sostenibile” per l’alimentazione umana.
Il Comitato è aperto a tutte le realtà ed i singoli animalisti e antispecisti sinceramente interessati a dare voce a tutti questi animali le cui grida di dolore non vengono ascoltate, neppure laddove si proclama a gran voce l’attenzione ai più deboli, alla sostenibilità, alla decrescita “felice”.
Il Comitato si propone di organizzare tre giorni di controinformazione e protesta di piazza durante le manifestazioni “Salone del Gusto” e “Terra Madre”, a Torino (Lingotto), dal 22 al 24 ottobre.
Sul sito troverete via via gli aggiornamenti su luoghi e date delle iniziative, adesioni delle realtà che supportano la tre giorni, materiali vari.
Per il suo alto valore simbolico, per l’impatto sull’opinione pubblica e su chi sostiene gli sfruttatori, vogliamo che questa contestazione raccolga le forze di tutti gli animalisti sinceramente interessati a combattere l’esistenza di ogni allevamento ed ogni mattatoio.
Chiediamo quindi alle realtà interessate di aderire alla mobilitazione, ma soprattutto di partecipare attivamente ai lavori del Comitato. L’obiettivo sarà quello di organizzare 5 giorni di controinformazione e contestazione al Salone, dal 22 al 24 ottobre.
Cliccando QUI trovate la pagina ufficiale del Comitato “NonC’èG(i)ustoNelSalone”, QUI trovate tutte le associazioni, i gruppi, e le realtà che aderiscono alla protesta, mentre cliccando QUI trovate la pagina dell’Evento su Facebook.
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